Archiviazioni mensili: Novembre 2008

Giovani, vivi, belli, pulsanti di allegria, sintonizzati in un Paese che invece mostra ancora errori tecnici di trasmissione. Era questo la fauna urbana che si è ritrovata ieri sera, 18 novembre, al concerto Siamo in Onda sotto alle spalle della Minerva, dea della guerra che naufragava sotto il pacifismo dell’Onda.

Un momento propizio per ritrovare la piazza, luogo da troppo tempo afflitto dalla depressione economica, e per confrontarsi, parlare, imbarcare, diveritrsi ma soprattuo far sentire la presenza di un’Italia che pensa, che agisce, che presenzia gli spazi, che occupa i posti che gli spettano.

E il movimento dell’Onda sembra non volersi fermare, intenzionato a lasciare il segno con l’irruenza della creatività. E così lavortori precari, studenti condannati a stage da girone dantesco, matricole fascinose e affscinate, studenti fuoricorso incazzati, ex Erasmus spaesati, uomini senza futuro e donne senza uomini hanno lasciato a casa i loro problemi trasportando i loro corpi spavaldi a sfidare il freddo e a scaldarsi per contatto diretto, in un clima di empatia generato dall’affinità di esperienze.

E mentre sul palco gli artisti cantavano a terra le anime danzavano prive di nostalgie sessantottine, di rivoluzioni fantastiche ma saldamente decise a non svendere i loro sogni, per nulla rappresentati in questo Paese vecchio e decadente.